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Si può usare l'intelligenza artificiale in una gara d'appalto?

Sempre più imprese usano l'AI per leggere i bandi e preparare le offerte. Ecco cosa chiede oggi ANAC, cosa resta sotto la tua responsabilità e come usarla bene.

Redazione RediGo · aggiornato al 17/10/2026 · testo del D.Lgs. 36/2023 vigente, con il correttivo D.Lgs. 209/2024

In breve: sì, si può usare l'intelligenza artificiale per preparare un'offerta, ma in modo dichiarato e sotto il controllo di chi firma. Il bando tipo ANAC n. 1 aggiornato con la delibera n. 148 del 1° aprile 2026 chiede al concorrente di dichiarare nella domanda di partecipazione se ha usato sistemi di AI per redigere l'offerta tecnica e se li userà nell'esecuzione, nel rispetto del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), della legge 132/2025 e delle norme sulla protezione dei dati. La responsabilità di ciò che presenti resta sempre tua.

Cosa chiede ANAC: la dichiarazione sull'AI

Il modello di domanda di partecipazione del bando tipo n. 1 (servizi e forniture sopra soglia, con offerta economicamente più vantaggiosa) contiene una sezione "Dichiarazioni in materia di uso di intelligenza artificiale" con due scelte:

  • nella predisposizione dell'offerta non ti sei avvalso di sistemi di AI, oppure
  • te ne sei avvalso per la redazione dell'offerta tecnica, nel rispetto di AI Act, legge 132/2025, GDPR e Codice privacy.

Una seconda dichiarazione riguarda l'esecuzione: se in caso di aggiudicazione userai sistemi di AI per svolgere il contratto.

Per i servizi intellettuali resi da professionisti la richiesta è più precisa: vanno indicati i sistemi usati e le parti dell'offerta tecnica in cui sono stati usati, per attività "meramente strumentali e di supporto"; nell'esecuzione va assicurata la prevalenza del lavoro intellettuale, con controllo e verifica dei risultati. Un'impostazione simile c'è nel bando tipo n. 2/2026 per i servizi di ingegneria e architettura (delibera n. 153 del 15 aprile 2026, sintesi).

Il bando tipo è un modello: ogni stazione appaltante lo adatta. Nelle gare di lavori o sotto soglia la dichiarazione può esserci o no. Verifica sempre nel disciplinare e nella modulistica se è richiesta e in che forma.

Usare l'AI non è motivo di esclusione

Il TAR Lazio, con la sentenza n. 4546 del 3 marzo 2025, ha respinto il ricorso di un concorrente che contestava l'offerta vincitrice perché proponeva di usare l'AI in alcune attività del servizio: l'uso dell'AI, di per sé, non giustifica l'esclusione (Assolombarda). Conta la qualità della proposta e la sua affidabilità, come per qualunque altro strumento.

Le responsabilità restano di chi firma

  • Dichiarazioni: DGUE, domanda e autodichiarazioni sono dichiarazioni sostitutive. Un dato sbagliato inserito da uno strumento AI resta un dato sbagliato firmato da te.
  • Contenuti: ciò che prometti nell'offerta tecnica diventa un obbligo contrattuale. Non lasciare che un testo generato prometta tempi, mezzi o persone che non hai.
  • Dichiarazione sull'AI: se il disciplinare la chiede, deve essere vera. Tieni traccia di quali parti hai preparato con l'AI e di chi le ha riviste.

Riservatezza dei documenti

I documenti di gara sono pubblici, ma la tua offerta contiene prezzi, know-how e dati del personale. Prima di caricarla in uno strumento AI:

  1. verifica dove vengono trattati i dati e se lo strumento li usa per addestrare i modelli;
  2. non inserire dati personali non necessari (curricula completi, dati sanitari, documenti d'identità);
  3. ricorda che le parti riservate dell'offerta vanno dichiarate e motivate a parte: l'AI non cambia questa regola.

In RediGo i documenti e il contesto aziendale dei clienti non vengono usati per addestrare modelli né condivisi con altri clienti.

Buone pratiche

  • Usa l'AI per leggere e confrontare: estrarre requisiti e criteri, trovare incongruenze tra disciplinare e capitolato, preparare una prima struttura della relazione.
  • Controlla ogni dato sulla fonte: articolo, pagina del disciplinare, importo.
  • Scrivi tu le scelte tecniche: l'AI organizza, l'esperienza dell'impresa fa la differenza in commissione.
  • Rispetta i limiti di formato del disciplinare: un testo generato tende ad allungarsi.

RediGo nasce proprio per la parte di lettura e preparazione: le Incongruenze AI segnalano i punti dei documenti che non tornano con il riferimento esatto, le Buste AI preparano le bozze dai criteri del bando e dal tuo profilo. La revisione finale e la firma restano al tuo team, che poi dichiara l'uso dell'AI se il bando lo chiede. Vedi anche la guida all'offerta tecnica.

FAQ

Domande frequenti

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Sì, il Codice non lo vieta. Ma se il disciplinare lo prevede, come nel bando tipo ANAC n. 1 aggiornato nel 2026, va dichiarato nella domanda di partecipazione, e la responsabilità dei contenuti resta dell'impresa che firma.

Il bando tipo n. 1 aggiornato con la delibera 148/2026 chiede di dichiarare se si sono usati sistemi di AI per redigere l'offerta tecnica e se si useranno nell'esecuzione, nel rispetto di AI Act, legge 132/2025 e norme privacy. Per i professionisti vanno indicati sistemi e parti dell'offerta interessate.

Di per sé no: il TAR Lazio (sent. 4546/2025) ha escluso che l'uso dell'AI giustifichi da solo l'esclusione. Può pesare invece una dichiarazione falsa o un contenuto inaffidabile.

Non necessariamente. Il bando tipo è un modello che ogni stazione appaltante adatta: verifica nel disciplinare e nella modulistica della singola gara.

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