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Normativa

Intelligenza artificiale e gare d'appalto nel 2026: cosa si può fare, cosa dichiarare, quali rischi

Usare l'intelligenza artificiale per preparare un'offerta è lecito, ma nelle gare che adottano il bando tipo ANAC aggiornato nel 2026 va dichiarato nella domanda di partecipazione. La responsabilità di quello che si firma resta all'impresa.

Redazione RediGo · 10 ottobre 2026

In sintesi: nessuna norma vieta alle imprese di usare strumenti di intelligenza artificiale per preparare un'offerta. Dal 2026, però, il bando tipo ANAC n. 1 (procedure aperte di servizi e forniture sopra soglia con offerta economicamente più vantaggiosa), aggiornato con la delibera n. 148 del 1° aprile 2026, prevede che nella domanda di partecipazione il concorrente dichiari se si è avvalso di sistemi di intelligenza artificiale nella redazione dell'offerta tecnica e se se ne avvarrà nell'esecuzione del contratto, nel rispetto del Regolamento UE 2024/1689 (AI Act), della legge n. 132 del 2025 e della normativa privacy. Per i servizi intellettuali resi da professionisti la dichiarazione è più dettagliata: vanno indicati i sistemi usati e le parti dell'offerta interessate. L'AI aiuta, ma non sposta la responsabilità: quello che si firma resta a carico dell'impresa.

Cosa dice il bando tipo ANAC aggiornato al 2026

I bandi tipo sono i modelli di disciplinare che ANAC mette a disposizione delle stazioni appaltanti. Il bando tipo n. 1 è stato approvato con la delibera n. 365 del 16 settembre 2025 e modificato con la delibera n. 148 del 1° aprile 2026, che tra le motivazioni richiama espressamente l'entrata in vigore della legge n. 132 del 23 settembre 2025 in materia di intelligenza artificiale. Il risultato è una nuova sezione nella domanda di partecipazione, intitolata “Dichiarazioni in materia di uso di intelligenza artificiale”.

Per la generalità dei concorrenti, il modello di domanda prevede due dichiarazioni alternative:

  • nella predisposizione dell'offerta: “non si è avvalso” di sistemi di intelligenza artificiale, oppure “si è avvalso” di sistemi di intelligenza artificiale per la redazione dell'offerta tecnica, nel rispetto del Regolamento UE 2024/1689, della legge n. 132 del 2025 e della normativa sulla protezione dei dati (Regolamento UE 2016/679 e D.Lgs. 196/2003);
  • in caso di aggiudicazione, per l'esecuzione del contratto: “non si avvarrà” di sistemi di intelligenza artificiale, oppure “si avvarrà” di tali sistemi garantendo il rispetto delle stesse norme.

Servizi intellettuali resi da professionisti

Quando l'appalto riguarda servizi di natura intellettuale resi da un professionista, il bando tipo richiama l'articolo 13 della legge 132/2025 e chiede di più. In caso di dichiarazione positiva il concorrente deve indicare quali sistemi ha usato e per quali parti dell'offerta tecnica, specificando che l'uso riguarda attività meramente strumentali e di supporto. Per l'esecuzione, l'AI può servire al fine esclusivo di supportare ed efficientare il servizio, assicurando la prevalenza del lavoro intellettuale, il controllo e la verifica dei risultati. È un punto rilevante per società di ingegneria e studi di architettura, che trovano approfondimenti nella pagina sul settore ingegneria.

Secondo quanto riportato dalla stampa specializzata, clausole analoghe accompagnano anche il nuovo bando tipo per i servizi di ingegneria e architettura approvato nella stessa data. Il testo da seguire, in ogni caso, è sempre il disciplinare della singola gara.

Vale per tutte le gare?

No, ed è bene non generalizzare. Il bando tipo n. 1 si applica alle procedure aperte di servizi e forniture nei settori ordinari sopra soglia europea con il criterio del miglior rapporto qualità/prezzo. Le stazioni appaltanti che lo adottano inseriscono la dichiarazione nel modello di domanda o nella piattaforma telematica. Per lavori, procedure negoziate o affidamenti diretti la dichiarazione può non esserci, o comparire in forme diverse. La regola pratica è semplice: leggi la domanda di partecipazione e, se la sezione sull'intelligenza artificiale c'è, compilala in modo veritiero. Una dichiarazione resa in gara è una dichiarazione sostitutiva, con le conseguenze di legge se non corrisponde al vero.

Cosa si può fare con l'AI in una gara

Gli usi ragionevoli sono molti e riguardano soprattutto il lavoro di lettura e di controllo, che in una gara è enorme:

  • leggere e riassumere disciplinare, capitolato e allegati, per capire in fretta requisiti, criteri e scadenze;
  • controllare la coerenza dei documenti di gara, ad esempio importi o requisiti che non tornano tra bando e capitolato, da segnalare con una richiesta di chiarimenti;
  • organizzare la documentazione amministrativa e verificare che non manchi nulla, dal DGUE alla garanzia;
  • impostare la struttura dell'offerta tecnica sui criteri di valutazione, lasciando i contenuti a chi conosce davvero l'azienda e il progetto;
  • analizzare i dati storici delle gare, come ribassi e aggiudicatari, per decidere se partecipare.

Non tutti questi usi sono "redazione dell'offerta tecnica" nel senso della dichiarazione. Leggere un capitolato con l'aiuto di uno strumento è diverso dal far scrivere a uno strumento le pagine della relazione tecnica. Nel dubbio, considera che la dichiarazione è binaria e che la trasparenza tutela l'impresa più del silenzio. Un approfondimento è nella guida sull'intelligenza artificiale nelle gare d'appalto.

I rischi da conoscere

Responsabilità

L'offerta è firmata digitalmente dal legale rappresentante. Se contiene impegni irrealizzabili, dati sbagliati o riferimenti normativi superati, l'errore è dell'impresa, non dello strumento. I modelli linguistici possono produrre testi plausibili ma inesatti: un esempio classico è il richiamo al D.Lgs. 50/2016, abrogato, al posto del D.Lgs. 36/2023 come modificato dal D.Lgs. 209/2024. Ogni contenuto generato va riletto da una persona competente.

Riservatezza e dati personali

Un'offerta tecnica contiene know-how, prezzi, curricula, dati del personale. Caricare questi materiali su un servizio di intelligenza artificiale significa trasferirli a un fornitore terzo. Prima di farlo chiediti dove vengono trattati i dati, se vengono usati per addestrare modelli, chi può accedervi e per quanto tempo restano conservati. Non a caso la dichiarazione del bando tipo richiama il GDPR e il Codice privacy.

Valutazione della commissione

Le commissioni giudicano contenuti concreti: organizzazione, metodologie, risorse, migliorie. Un testo generico, lungo e uguale a quello di tutti gli altri prende punteggi bassi, con o senza AI. Lo strumento è utile se libera tempo per lavorare sui contenuti che fanno la differenza, non se li sostituisce.

Esecuzione del contratto

La seconda dichiarazione riguarda l'esecuzione. Se dichiari che userai sistemi di intelligenza artificiale per svolgere il servizio, ti impegni a farlo nel rispetto dell'AI Act, che classifica i sistemi in base al rischio e impone obblighi diversi a fornitori e utilizzatori. Valuta prima quali strumenti userai davvero e con quali garanzie.

Un esempio di approccio corretto

Un'impresa di servizi prepara un'offerta per una procedura aperta. Usa uno strumento di AI per estrarre dal capitolato requisiti e criteri, per controllare che il disciplinare non contenga incongruenze e per impostare l'indice della relazione tecnica. I contenuti tecnici li scrive il proprio responsabile di commessa, che rilegge anche le parti in cui lo strumento ha proposto formulazioni. Nella domanda, se la sezione è presente, dichiara di essersi avvalsa di sistemi di intelligenza artificiale per la redazione dell'offerta tecnica. I documenti riservati vengono caricati solo su strumenti con condizioni contrattuali chiare sul trattamento dei dati.

Dove si colloca RediGo

RediGo è uno strumento basato sull'intelligenza artificiale, e per questo preferiamo essere espliciti sui limiti. Incongruenze AI confronta i documenti di gara e propone le richieste di chiarimento; Buste AI prepara una bozza delle buste amministrativa, tecnica ed economica a partire dal contesto dell'azienda. Proprio per questo, chi usa una bozza generata per l'offerta tecnica rientra nel caso in cui la dichiarazione sull'uso dell'intelligenza artificiale va resa, se il disciplinare la prevede. La bozza va rivista e completata da chi conosce l'azienda e il progetto: la decisione su cosa offrire, cosa firmare e cosa dichiarare resta all'impresa, che è l'unico soggetto responsabile nei confronti della stazione appaltante.

Fonti: ANAC, Bando tipo n. 1-2023 agg. 2026 e modello di domanda di partecipazione; ItaliaOggi; Assolombarda.

Fonti

FAQ

Domande frequenti

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Sì, non è vietato. Nelle gare che adottano il bando tipo ANAC n. 1 aggiornato nel 2026, però, il concorrente deve dichiarare nella domanda se si è avvalso di sistemi di intelligenza artificiale per redigere l'offerta tecnica.

Se l'AI è stata usata nella redazione dell'offerta tecnica e se sarà usata nell'esecuzione del contratto, nel rispetto dell'AI Act (Reg. UE 2024/1689), della legge 132/2025 e della normativa privacy. Per i servizi intellettuali di professionisti vanno indicati anche i sistemi usati e le parti dell'offerta interessate.

Dipende dal disciplinare. Il bando tipo n. 1 riguarda le procedure aperte di servizi e forniture sopra soglia con offerta economicamente più vantaggiosa. Va sempre verificato il modello di domanda della singola gara.

L'impresa che firma l'offerta. Ogni contenuto generato va verificato da una persona competente prima dell'invio.

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