Ogni gara e ogni lotto hanno il loro CIG. Ecco a cosa serve all'impresa, dove trovarlo e quali obblighi porta con sé.
Redazione RediGo · aggiornato al 17/10/2026 · testo del D.Lgs. 36/2023 vigente, con il correttivo D.Lgs. 209/2024
In breve: il CIG, Codice identificativo gara, è il codice alfanumerico che identifica in modo univoco ogni procedura o lotto nella Banca dati nazionale dei contratti pubblici (BDNCP) dell'ANAC. Dal 1° gennaio 2024 lo acquisisce la stazione appaltante direttamente dalla piattaforma di approvvigionamento digitale certificata che usa per la gara (ANAC). Per l'impresa il CIG serve a tre cose: trovare la gara, pagare il contributo ANAC e indicare il codice su ogni pagamento del contratto.
Il CIG lo chiede sempre la stazione appaltante, mai l'impresa. Con la digitalizzazione del ciclo di vita dei contratti la piattaforma certificata dialoga con la BDNCP e il codice viene rilasciato insieme alla richiesta. Lo SmartCIG non esiste più come canale separato: resta attivo solo per consultare quelli già rilasciati. Per alcuni casi residui, compresi gli affidamenti diretti sotto 5.000 € quando la piattaforma non è utilizzabile, ANAC mette a disposizione l'interfaccia web della Piattaforma contratti pubblici.
| Situazione | Quanti CIG |
|---|---|
| Gara a lotto unico | 1 CIG |
| Gara divisa in lotti | 1 CIG per ogni lotto |
| Affidamento diretto | 1 CIG per affidamento |
I dati delle procedure trasmessi dalle piattaforme confluiscono nella BDNCP e sono consultabili sul portale dei dati aperti di ANAC (dati.anticorruzione.it). Le amministrazioni, nella sezione "Amministrazione trasparente", rimandano alla BDNCP per ogni procedura associata a un CIG. Dal CIG puoi quindi risalire a stazione appaltante, oggetto, importo e, quando disponibili, aggiudicatario e importo di aggiudicazione: dati utili per capire i ribassi praticati in gare simili.
La Market Intelligence di RediGo lavora proprio su questi dati pubblici ANAC e BDNCP: per ogni stazione appaltante vedi gare, esiti e ribassi senza cercare CIG per CIG.
Chi esegue un appalto pubblico deve rispettare la tracciabilità dei flussi finanziari (art. 3 L. 136/2010):
I pagamenti fatti senza strumenti tracciabili espongono a sanzioni e possono portare alla risoluzione del contratto.
Il versamento del contributo ANAC si fa inserendo il CIG sul Portale pagamenti ANAC. Con una gara a più lotti si paga una volta per ogni CIG su cui si offre.
La stazione appaltante. Dal 1° gennaio 2024 lo acquisisce direttamente tramite la piattaforma di approvvigionamento digitale certificata che usa per la procedura.
I dati delle procedure confluiscono nella Banca dati nazionale dei contratti pubblici dell'ANAC e si consultano sul portale dei dati aperti ANAC. Le amministrazioni rimandano alla BDNCP per ogni procedura con CIG.
Sì. Per la tracciabilità dei flussi finanziari (art. 3 L. 136/2010) ogni pagamento del contratto riporta il CIG e, quando previsto, il CUP, su un conto corrente dedicato.
No, come canale per nuove acquisizioni. Resta attivo solo per visualizzare e gestire gli SmartCIG già rilasciati.
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