Dal 2024 tutte le gare si svolgono su piattaforme digitali certificate. Ecco cosa ti serve e cosa succede se la piattaforma non funziona.
Redazione RediGo · aggiornato al 24/09/2026 · testo del D.Lgs. 36/2023 vigente, con il correttivo D.Lgs. 209/2024
Dal 1° gennaio 2024 le stazioni appaltanti usano piattaforme di approvvigionamento digitale per affidamento ed esecuzione dei contratti (art. 25). Le piattaforme non possono limitare la partecipazione né alterare la parità di accesso. Sono certificate secondo le regole AgID e iscritte in un registro gestito dall'ANAC (art. 26).
L'accesso è gratuito: è vietato addebitare ai concorrenti i costi delle piattaforme. Restano a tuo carico computer, connessione, firma digitale e PEC.
Questi requisiti sono indicati dal bando tipo ANAC: controlla sempre il disciplinare della singola gara.
La stazione appaltante deve garantire la partecipazione anche in caso di malfunzionamento, sospendendo o prorogando il termine in proporzione al problema, e pubblicando l'avviso di proroga sul proprio sito (art. 92). Conserva sempre le prove del malfunzionamento (schermate, orari, ticket di assistenza).
RediGo raccoglie le gare dalle diverse fonti in un solo radar e ti ricorda le scadenze, così non devi controllare ogni piattaforma ogni giorno. Scopri il Radar gare.
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